LA D'ADDARIO AMMETTE: C'È UN CONTO CORRENTE...

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Maurizio Belpietro per "Libero"
Patrizia D'Addario ha impiegato quattro mesi a rispondere a una domandina facile facile che le avevo rivolto nel corso di una puntata di Annozero. Ieri infatti ha convocato una conferenza stampa per dire che lei non sa nulla di un complotto contro Berlusconi, confermando l'esistenza di un conto corrente a suo nome sul quale sarebbe depositata un'ingente somma.
Quanto? La escort di Bari non ha voluto rivelarlo, aggiungendo che si tratta di meno di un milione di euro e precisando che il denaro è frutto della vendita di alcune proprietà e di risparmi che lei ha accumulato nel corso degli anni. Non so se quanto ha dichiarato la signora corrisponda al vero, sicuramente però stride con l'immagine che lei stessa aveva accreditato nei mesi scorsi, quando di fronte alla stampa amava atteggiarsi a giovane donna vittima del potere, costretta per questo a prostituirsi pur di mantenere la famiglia.
Di che campa?, le chiesi con insistenza da Santoro. Come si mantiene una donna che di professione si concede per far fare bella figura a qualche industrialotto in cambio di mille o duemila euro? Ora che avendo beffeggiato il presidente del consiglio in mondovisione il suo volto è noto, come farà a far compagnia alla clientela senza far sapere a tutti di essere una escort? La risposta a quella domanda sta tutta nel conto di cui la stessa D'Addario ha rivelato l'esistenza.
Già, perché se in banca Patrizia custodisce 500, 700 o 900 mila euro si capisce che ha fondi per mantenersi e non ha bisogno di continuare a fare il lavoro per cui è divenuta nota. Ma se ha tutti quei soldi, prima ancora di domandarsi come ha fatto ad accumularli o chi glieli ha dati, si capisce che la storiella di una signora che lotta per sopravvivere e per mantenere la figlia minorenne avuta da una precedente relazione non sta poi tanto in piedi.
Quando la signora si è fatta accompagnare da Giampaolo Tarantini a Palazzo Grazioli, con l'intenzione di finire nel letto del Cavaliere, la D'Addario non era affatto una vittima del sistema costretta al mestiere più vecchio del mondo, ma una donna matura con un bel conto in banca e soprattutto con le idee ben chiare in testa.
Altro che donna ingannata, illusa di veder realizzati i suoi sogni e poi presa in giro da tutti, a cominciare dal presidente del Consiglio. Macché eroina della sinistra giornalistica, a cominciare dal Manifesto, che la dipinge come una femminista oppressa che si ribella all'uomo di potere. La storia di Patrizia è probabilmente tutta da riscrivere, a cominciare dai soldi e per finire con le sue relazioni.
È nel denaro e nei contatti la chiave per penetrare nei misteri di questa faccenda che ha riempito le pagine dei giornali fino a che si poteva «sputtanare» Berlusconi e ora è trattata nelle brevi di cronaca. Resta da vedere se la Procura di Bari troverà la forza e soprattutto la voglia di indagare fino in fondo.
Il dubbio sulle intenzioni dei magistrati è d'obbli - go, visti i personaggi che, a vario titolo, comparirebbero come protagonisti nella vicenda del complotto. È probabile che alla fine, per quieto vivere, i pm scelgano di chiudere in fretta la questione, senza approfondire troppo chi ha spinto la signora nel lettone. Nel qual caso la D'Addario potrà continuare a tenersi le lacrime che in abbondanza le solcano il viso. E soprattutto potrà tenersi stretti i soldi.

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