| 15 Settembre 2009, 22:28 |
Ritengo giusto criticare e respingere con fermezza ogni frase o atteggiamento che può impensierire e offendere la serenità delle persone. E' facile perseguire un cittadino della strada, quando commette azioni che possono turbare la quiete pubblica o altro, invece molte volte si rimane indifferente di coloro che utilizzando i mezzi di comunicazione inveiscono contro persone che dovrebbero rappresentare il popolo.
La lite crea confusione è risulta difficile capire dove sta la ragione.
Penso che sia arrivata l'ora che tutti i rappresentanti del popolo si diano una calmata, riportando il dialogo, se mai esistito, tra loro in quelle regole civili che la Costituzione, il buon senso civico e il principio di responsabilità devono contraddistinguere chi ha in mano il volano della futura Italia. Opposizione e maggioranza. In un periodo in cui tanta gente è alla ricerca di un sicuro avvenire, assistiamo a ripetuti litigi, in ogni direzione, è il caos più totale. Certamente non è d'esempio per le generazioni future.
Se qualcuno vuole arrivare alla guerra, dovrà essere emarginato dagli stessi politici, nessuno deve arrogarsi la presunzione di fare impazzire la gente comune. Deve ritornare l'equilibrio del discutere e agire nell'interesse della nazione.
Questi attacchi e minacce di recessione non devono far impallidire chi hanno letto in tanti libri la storia d'Italia, coraggio, l'efferatezza dei politici che è in missione di guerra sociale non deve scalfire minimamente il cuore degli italiani sani e per la pace. Ogni regione, comune o realtà che può raggruppare un certo numero di persone, ha l'obbligo di manifestare le proprie sofferenze e chiedere l'intervento delle istituzioni, ma è sbagliato affidare il tutto a rappresentanti che animosamente e irragionevolmente usano frasi scioccanti per destabilizzare un eventuale dialogo ragionevole tra le parti a danno di un sereno dibattito di confronto politico.
La pacatezza e lealtà nel dialogo dovranno spegnere le conflittualità in ogni luogo e rinsaldare l'Unità Nazionale fatta di veri uomini prima ancora dei partiti politici.
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Art. 21 comma I Costituzione Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione. |
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caffeScorretto.com |
Commenti
Ottimo
Complimenti per l'intervento. Mi domando che fine hanno fatto " fefè " e " Scià di Persia "?
BRUNETTA: ELITE CERCANO COLPO DI STATO
A PROPOSITO DI SFASCIO ECCO LE PAROLE DALLA BOCCA DI UN MINISTRO E' RIPORTATO DA TELEVIDEO RAI. QUESTE AFFERMAZIONI SONO VERE O FALSE? SE VERE PERCHE' NON SI FANNO SUBITO I NOMI? SE FALSO ALLORA SONO CONVINTO CHE IN QUESTO MOMENTO PER EVITARE DI AFFRONTARE I VERI PROBLEMI CHE PRODUCONO ANSIA AGLI ITALIANI, SI SPARA NEL VUOTO PER CREARE SOLO CONFUSIONE.
A VOI LA LETTURA:
"Ci sono élite irresponsabili che stan-
no preparando un vero colpo di Stato".
Lo ha detto Brunetta, ministro della
Funzione pubblica, che descrive le éli-
te come quelle della "rendita parassi-
taria, burocratica, finanziaria, edito-
riale". Poi un appello alla sinistra:
"Liberatevi da questo abbraccio morta-
le". Brunetta ha messo in contrapposi-
zione la sinistra per bene con quella
"per male" e ha invitato quest'ultima a
andare "a morire ammazzata".
Il ministro ha parlato anche del dialo-
go con la Chiesa: "Non ci può essere
dialogo con certi esponenti che giocano
al massacro e sono portatori di ideolo-
gie politiche con la tonaca".
FINOCCHIARO: INSULTI INDEGNI DA BRUNETTA
A DISTANZA DI QUALCHE ORA ECCO LA RISPOSTA PER BRUNETTA, SEMPRE RIPORTATO SU TELEVIDEO RAI.
POVERI ITALIANI, COMPRESO LO SCRIVENTE.
A VOI LA LETTURA:
"Brunetta evidentemente dimentica di
essere un ministro della Repubblica. I
suoi insulti sguaiati rivolti all'oppo-
sizione accusata di non fare quello che
vuole lui, l'uso a vanvera di parole
come colpo di Stato, sono indegni di un
rappresentante istituzionale". Lo dice
Finocchiaro, presidente senatori Pd.
"Brunetta non esageri e soprattutto non
si illuda che questi strepiti e insulti
riescano davvero a nascondere le diffi-
coltà di un governo diviso su tutto,
anche sulle missioni internazionali".
E Donadi (IdV): "A ministro Brunetta,
che si lancia in lugubri anatemi, ri-
spondiamo con una battuta: una risata
ti seppellirà".
Angeletti: governo rispetti i patti
Angeletti: governo rispetti i patti
Il governo deve mantenere i patti: lo
ribadirà Angeletti, leader Uil, all'in-
contro tra il governo e le parti socia-
li lunedì prossimo: "E' necessario che
i contratti vengano rinnovati secondo
le nuove regole", ribadisce.
Per Angeletti bisogna pensare allo svi-
luppo e a fare le infrastrutture: "An-
che quelle delle aziende private sono
bloccate dalla burocrazia e dai comita-
ti del no. E' una cosa gravissima. Il
caso della ricostruzione all'Aquila di-
mostra che le cose si possono fare: una
volta per una casa ci volevano 8 anni".
Crisi, D'Alema: Italia peggio di altri
"L'Italia è uno dei Paesi più colpiti
dalla crisi". Ne è convinto D'Alema
(Pd): "Il peggio deve ancora arrivare -
dice - e a dimostrarlo sono le previ-
sioni congiunturali che vedono l'Italia
saldamente al di sotto delle performan-
ce medie di altri Paesi".
D'Alema snocciola le cifre davanti ai
giovani imprenditori di Confcommercio:
"Nel 2009 il Pil italiano avrà una
flessione del 5% contro una media euro-
pea del 4%". Intanto "si aggrava la si-
tuazione debito pubblico, mentre preoc-
cupano le prospettive sul lavoro".
Ronchi a D'Alema: Italia non sta peggio
"Il sistema economico italiano è tra
quelli che stanno meglio in Europa e il
governo ha messo in atto i provvedimen-
ti per salvaguardarlo". Così Ronchi,
ministro per le Politiche comunitarie,
dopo le critiche lanciate da D'Alema.
Per Ronchi "il ministro Tremonti sta
ragionando in una logica di sistema
Italia" e "l'unico collante del centro-
sinistra è la critica al governo".
Anche Sacconi, ministro al Welfare, ri-
sponde a D'Alema: "Vedo questi uccelli
del malaugurio che si producono con
piacere nel paventare il peggio",
Sfida congressuale Pd
Bersani in testa
Bersani è in testa nella sfida congres-
suale quando hanno votato il 10% dei
circoli del Pd. I votanti sono stati
finora 19.459 pari al 38,5% degli i-
scritti aventi diritto. I dati sono
stati resi noti dalla commissione na-
zionale per le elezioni del 25 ottobre.
Bersani ha ottenuto 10.774 voti pari al
55,7%, Franceschini 6.883 voti pari al
35,6% e Marino l'8,7%.
Il segretario in carica Franceschini ha
detto: "Bene i primi dati. Moltissimi
voteranno alle primarie il 25 ottobre:
obiettivo almeno due milioni".